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#OccupyMcDonaldsTOUR: l’antispecismo non è un business

La svolta di McDonald’s che tanto temevamo alla fine è arrivata: entro la fine di quest’anno, la multinazionale lancerà un panino vegan nei vari punti vendita presenti in Italia.

Mercoledì scorso, tramite l’articolo McDonald’s: potresti mai immaginarlo vegano?, pubblicato anche su Veganzetta, il gruppo di attivist* di Earth Riot ha espresso tutta la sua preoccupazione e il suo dissenso in merito ad una eventualità del genere, che dopo poche ore, infatti, è divenuta realtà.

McDonald’s è un’icona del capitalismo, del consumismo, simbolo di quell’industria della carne e dei derivati che uccide miliardi di animali ogni anno.
La multinazionale per eccellenza dello sfruttamento globalizzato, colpevole di promuovere la deforestazione, di alimentare il problema della fame nel mondo e lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile.

Essere antispecisti significa rifiutare e condannare ogni forma di schiavitù, sfruttamento e discriminazione. Anche noi, come Antispecist* Pratesi, non possiamo in alcun modo accettare che all’interno dei fast-food McDonald’s e simili venga proposta un’alternativa definita vegan, subdolo e disperato tentativo da parte della multinazionale di risollevare i propri guadagni tentando di attirare una fetta di consumatori sulla carta ostili.

Nel giro di 48 ore, Earth Riot, Azione ANImalista MOdena e Antispecist* Pratesi, insieme ad altr* singol* attivist* antispecist*, hanno dato vita ad #OccupyMcDonaldsTOUR.

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Campagne per gli animali a Prato

Grazie alle sottoscrizioni di molt* alla raccolta fondi che avevamo iniziato qualche mese fa, a partire dal 15 dicembre prossimo e fino al 28 dello stesso mese sarà visibile a Prato il primo manifesto 6×3 di Campagne per gli animali (http://campagneperglianimali.org/).

Il manifesto verrà affisso in Viale Galilei, vicino a Piazza del Mercato Nuovo, in una zona di passaggio vicina al centro storico.

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Abbiamo scelto, come primo (e speriamo non l’ultimo) manifesto Immedesimati, puoi. L’affissione di Prato sarà la prima in assoluto della pubblicità, che in passato è stata vittima di censura, come è avenuto, tra l’altro, per altre pubblicità di Campagne per gli animali. Mostrare lo sfruttamento degli animali non umani, in particolar modo di quelli definiti “da reddito”, è evidentemente troppo scomodo per una società basata sul massacro di corpi, vite, individui.

Ringraziamo il circolo antispecista No Cage di Prato per il prezioso supporto.

Informazione antispecista sulla scelta vegan a Prato

Sabato 20 settembre, dalle 16 alle 19, il gruppo informale degli Antispecisti Pratesi organizzerà un banchetto informativo sulla scelta vegan in Piazza Buonamici a Prato.

Ci teniamo a ribadirlo: per noi il veganesimo non è una dieta, non è una gara a chi diventa più salutista, ma piuttosto è una prassi politica attraverso la quale vogliamo esprimere la nostra opposizione ad un sistema che schiavizza, mercifica, trasforma in oggetti monetizzabili corpi, vite, individui.

Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così. Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali… Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.

Max Horkheimer, «Il grattacielo», da Crepuscolo.
Appunti presi in Germania 1926-1931, Einaudi 1977, pp. 68-70.

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